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Le città dovrebbero essere costruite in campagna,

dove l’aria è più salubre

(Henri Monnier)

Quando abbiamo deciso di andare a vivere in campagna pensavamo ai vicini cortesi e sorridenti, sempre disponibili per due parole o per darti una mano; al silenzio, quello vero, privo del rumore di fondo della città, all’aria pulita e alle piante e ai fiori.

Be’, in effetti è andata abbastanza così, almeno per ciò che riguarda i vicini, l’aria e la vegetazione…

Però non immaginavamo il chiasso. Pensavamo di andare a vivere in un tranquillo posto di campagna. Avevamo sottovalutato la tenacia felina di quegli onesti lavoratori, dediti a caricare mattoni su autocarri sul far del giorno o a tagliare l’erba dopo pranzo.

Così abbiamo deciso di tornare in città. Chiasso ce n’è anche qui, forse un po’ più che in campagna, se devo dirla tutta. Ma non è stato solo il baccano ad allontanarci dalle lande boscherecce. Motivi positivi, vedere le persone che conosciamo, intraprendere una nuova professione.

Insomma il vecchio quaderno è finito. Ora ne cominciamo uno nuovo.

miliziana cnt faiHo appena pubblicato in una bella paginetta una breve ricerca che ho svolto un paio d’anni fa per un corso all’università.

Sono una trentina di pagine, in formato pdf, dal titolo L’anarcosindacalismo spagnolo – Il caso della Confederciòn nacional del trabajo (1910-1936).

Un materiale a mio giudizio utile per chi volesse conoscere l’esperienza del grande sindacato anarchico, protagonista della rivoluzione e della guerra civile che attraversarono la Spagna nel primo terzo del secolo scorso.

Per chi volesse approfittarne rimando alla pagina l’anarcosindacalismo spagnolo

why africa?

Miss havanaUna bella mostra d’arte contemporanea africana è in corso alla Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli di Torino. Il posto è un po’ infelice, vista la sua incastonatura in uno dei centri commerciali più caotici e ingolfati, soprattutto nel periodo prenatalizio. Ad ogni modo devo dire che la Pinacoteca che sovrasta la vecchia ex-fabbrica fordista torinese s’è rivelata come sempre un posto rilassante e appropriato; l’affollamento esterno era infatti compensato dalla quiete solitaria che regnava nelle stanze della galleria. Continua a leggere

il muro

il muro di BerlinoScavalcarlo, aggirarlo, scavare alle fondamenta, farlo saltare in aria, provare a bussare con un martello – nel caso qualcuno fosse all’ascolto dall’altra parte, perché ci sono eventualità che non si possono escludere del tutto senza almeno avere provato a verificarle. Ma non lo saltò, non lo aggirò, non lo bucò, non esplose dinamite, né picchiò alle sue pareti. Continua a leggere

l’eroico sacrificio

Uno – Dunque un altro soldato è morto in missione di pace in Afghanistan?commozione ai funerali

Un altro – Sì, un ragazzo della leva del ‘72, padre di una piccola. E non è tutto.

il Terzo – Ho sentito che sono morti anche dei bambini.

Uno – Un eroico sacrificio.

il Terzo – Quello dei bambini?

Un altro – No, stupido: quello del soldato! Continua a leggere

colui che raccoglie

Solo l’altra mattina la questione mi è apparsa davanti in tutta la sua semplicità e chiarezza; dopo qualche giorno di domande e speculazioni che sembravano dover rimanere prive di risposta. A dire il vero, non è che tutto quel domandare mi tenesse occupato giorno e notte, però è stato un compagno di viaggio in auto per qualche decina di chilometri.

marcel duchampSì, perché viaggio molto, in automobile. Anche se questo non è del tutto rilevante circa la questione che mi si è così improvvisamente svelata, penso valga la pena sprecare qualche parola a proposito di questa mia abitudine.

 

Beh, abitudine. Dopotutto ne farei volentieri a meno, anche perché molti sono chilomentri che vedo passare mentre vado al lavoro [ipotesi peggiore] oppure mentre ritorno a casa [ipotesi che preferisco].

Ad ogni modo, ogni giorno passo in strade che sembrano dover essere inghiottite dai muri di melga [mais] da un momento all’altro. E se dovessi essere sincero dovrei usare il passato, perché il maledetto mais l’hanno già raccolto nei giorni precedenti. Ma di questo vi racconterò in un altro momento; inoltre il mais c’era ancora quando l’Omino compariva quotidianamente. Continua a leggere

sì… l’ho cambiato!

panorama

Quell’altro non mi piaceva più.

Troppo tecno, ridondante, eccessivo.

Ho scelto questo nuovo: complesso, curioso.

Una nuova postazione e nuovi post.

Un aggiornamento più costante; forse.

Qualcosa di diverso, da prima.

Benvenuti e bentornati.

cosimo meleLa vicenda del deputato democristiano Mele ha provocato grande scalpore. Protagonista, suo malagrado, di un festino a base di cocaina, alcool e sesso a pagamento, che ha rappresentato un episodio piuttosto imbarazzante per un paladino del proibizionismo e della famiglia. Viene quasi da ammirare quest’uomo così candido da firmare una gustosa proposta di legge che raggiunge tali livelli di lirismo: Continua a leggere

shah in shahLeggere un libro di Kapuscinski è di per sè sempre un’esperienza particolare, unica nel suo genere. I piccoli ritratti si sommano ai vasti inquadramenti, mentre l’aria respirata e i rumori ascoltati dal reporter sembrano sfiorare il lettore.

Certo Kapuscinski è personaggio contraddittorio. Ormai quasi pronto ad entrare nel mito, non è però immune alle accuse: recente quella di essere stato una spia comunista. Continua a leggere

d’alema e hamas

hamasDovrebbe esistere la categoria molto rumore per nulla.

Ho già in mente il primo post: le recenti dichiarazioni del ministro degli esteri italiano circa Hamas.

Intendiamoci, il fatto di parlare di D’alema mi è indigesto già in partenza, al punto che mai e poi mai avrei pensato di scriverne nè tantomeno di trovarmi, sostanzialmente, a difenderlo. E le ragioni per non difenderlo – mai – sarebbero molteplici, anche senza voler arrivare al suo appoggio a interventi bellici basterebbe la spocchia che lo contraddistingue per mantenerne le più ampie distanze. Continua a leggere

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