La rivoluzione sociale si racconta sfrontatamente nei documenti raccolti da Jorge Herrero in questo libro, ultima uscita dei tipi di Prospettiva edizioni. I lettori rimarranno sicuramente stupiti dal leggere i resoconti e i diari dei protagonisti del movimento delle collettivizzazioni che coinvolse oltre tre milioni di persone nelle campagne e nelle città. Un processo costantemente rimosso e oscurato dalla dimensione bellica e dagli interessi di chi da quella guerra uscì vincitore.
Spagna ‘36
collettività nella rivoluzione
a cura di Jorge Herrero
Prospettiva edizioni, Roma, 2007
pagg. 126 euro 10
isbn 88-8022-124-8
E’ quasi un luogo comune constatare che i fatti spagnoli del periodo 1939-39 abbiano preso la forma, presso la coscienza comune delle persone, del racconto della guerra tra fascismo e repubblica democratica. Constatazione sorretta da fatti incontrovertibili e da una robusta storiografia e pubblicistica, spesso rivolta a fini ideologici da entrambi le parti della barricata.
D’altronde sarebbe sciocco rimuovere l’aspetto bellico dalla narrazione di quegli anni poiché la guerra è riuscita a condizionare, materialmente ed idealmente, il processo di rivoluzione sociale inedito e radicale che si è dato nello spazio del primo anno di guerra.
La guerra scorre sottotraccia anche nei documenti raccolti da Jorge Herrero in questo libro, ultima uscita dei tipi di Prospettiva edizioni. I lettori rimarranno sicuramente stupiti dal leggere i resoconti e i diari dei protagonisti del movimento delle collettivizzazioni che coinvolse oltre tre milioni di persone nelle campagne, sia attraverso l’espropriazione delle terre ai grandi proprietari terrieri (spesso fuggiti terrorizzati dalla rivoluzione) sia tramite la messa in comune dei più modesti appezzamenti dei piccoli proprietari.
Un processo da conoscere, perché così spesso nascosto, tramite otto documenti che raccontano della vita scelta dai contadini e dai cittadini aragonesi, catalani, andalusi. Come non rimanere stupiti dalle assemblee in cui i convenuti decidevano di tutti gli aspetti della vita in comune, dal lavoro nei campi e nelle fabbriche fino all’educazione dei bambini e alle cure mediche? Come rimanere indifferenti mentre si leggono le testimonianze degli uomini e delle donne finalmente liberi e convinti di essere ad un passo dalla realizzazione della loro utopia libertaria?
Dalle pagine si percepisce d’altronde anche la difficoltà incontrata lungo il cammino della rivoluzione. Luci ed ombre che, se da un lato sono parte dello stesso processo rivoluzionario, per altri versi pagano il prezzo alla feroce reazione messa in campo dai vari fascismi, dalle democrazie europee e non ultimo dal comunismo di marca staliniana, primo e più pericoloso oppositore del processo di rivoluzione sociale.
Un libro non comune nel panorama editoriale italiano, del quale consiglio la lettura e la diffusione a chiunque non si accontenti di scegliere il meno peggio.



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