Uno – Dunque un altro soldato è morto in missione di pace in Afghanistan?
Un altro – Sì, un ragazzo della leva del ‘72, padre di una piccola. E non è tutto.
il Terzo – Ho sentito che sono morti anche dei bambini.
Uno – Un eroico sacrificio.
il Terzo – Quello dei bambini?
Un altro – No, stupido: quello del soldato!
Uno – Ha evitato che l’uomo-bomba arrivasse fino alla folla e facesse strage di molti più innocenti.
Un altro – Una cosa orribile.
il Terzo – Orribile. Spesso i bambini corrono verso i soldati, per pigliare qualche caramella, oppure per due soldi.
Uno – Sì, orribile, ma io mi sento anche orgoglioso. D’altronde non possiamo lasciare i nostri amici afgani alla mercè di qualsiasi aggressione.
Un altro – Giusto, pensate cosa accadrebbe se si ritirassero adesso tutti i soldati.
il Terzo – Dovremmo dichiarare di avere perso un’altra guerra?
Un altro – Ma quale guerra? Noi siamo lì per proteggere la democrazia.
Uno- La democrazia e la pace. Perché noi siamo lì in missione di pace. “Nation building” la chiamano nei master all’università. Me l’ha detto mio nipote che, sapete, è un gran cervellone e che…
Un altro – Lascia stare! Il nipote tuo va al quel corso? Ah, ci fosse stato ai miei tempi un corso così; pensa: costruire uno Stato, costruire la pace…
il Terzo – Forse ai suoi tempi quei corsi si chiamavano “Accademie militari” e le missioni di pace di chiamavano “guerre?”.
Uno – Ma che c’entra ora la guerra?
Un altro – Già, che c’entra?
il Terzo – A me fa molta pena quell’uomo che è morto. Mi fanno pena i bambini che sono morti. Per alcuni versi mi fa pena anche l’uomo che s’è fatto esplodere, anche se lui, in realtà, più che altro mi fa incazzare. Mi fanno pena la famiglia del soldato, sua figlia e i suoi amici. Purtroppo è una cosa che succede abbastanza di frequente, che un soldato muoia, durante una guerra.
Un altro – Ma qui non stiamo parlando di guerra. Abbiamo liberato un paese dalla dittatura dei talebani e di al-Qaeda… -
Uno – Tolto il velo alle donne!
Un altro – … e adesso stiamo cercando di aiutare quei poverini a diventare democratici.
il Terzo – Eppure: si invade un altro paese con elicotteri da combattimento, mezzi blindati, carri armati, bombardieri e caccia. Si bombarda a tappeto per settimane, si rade al suolo il poco che ancora resisteva, si occupa il territorio per anni armati di tutto punto.
Un altro – A te sembra una guerra?
Uno – A me proprio no; ma me l’ha detto mio nipote che girano tipi strampalati che vanno a raccontare questo tipo di sciocchezze. Sarà uno di quelli. Quelli che poi vanno a spaccare le vetrine.
Un altro – E ad incendiare le macchine.
Uno – E a scrivere sui muri.
Un altro – E poi ho visto anche che fumano la droga.
Il Terzo – Ho visto i corpi carbonizzati, i bimbi mutilati, le bare avvolte nelle bandiere. Ho sentito il dolore della carne straziata e l’odore di pelle e capelli bruciati. I miei occhi sono rimasti abbagliati dal fosforo. La terra ha tremato incessantemente anche sotto il mio culo. Ho visto cadere inglesi, americani, olandesi, e italiani. Ho visto morire tanti afgani. Non ho mai ucciso, però. Ho deciso di non premere il grilletto della mia arma. Sono tornato senza onori o stupide medaglie. Come tanti altri ho disertato la guerra.
Uno – Un disertore!
Un altro – Una guerra.
il Terzo – Ho capito che il mio nemico è chiunque voglia togliermi la vita, ho capito che non ci sono buoni o cattivi, vincitori e vinti. Ci sono solamente i vivi e i morti. Io voglio vivere, proprio come Yossarian.
Un altro – E mo’ chi sarebbe questo Yossarian?
il Terzo – Un soldato che voleva vivere.
Un altro – E dunque ha disertato? Un disertore…
Uno – …dunque, una guerra.

